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La chiesa di Sant'Antonio da Padova

Via Armando Diaz, 20, 64021 Giulianova TE



Descrizione

La Chiesa di S. Antonio si trova a Giulianova Paese all’incrocio tra Via S. Francesco e Via Diaz, a ridosso dell’edificio che attualmente ospita la scuola elementare “E. De Amicis”. La sua costruzione, probabilmente sui resti di una preesistente chiesa romanica, risale al tardo Rinascimento, precisamente al 1566, e tale data compare, in numeri romani, sull’architrave della porta della Chiesa. All’origine era annessa al nuovo convento che i Frati Minori Conventuali costruirono quando si trasferirono in Giulia a seguito della distruzione del borgo di S. Flaviano ed era dedicata a S. Francesco di Paola. Quando con il provvedimento di Compiègne del governo francese del 25 aprile 1810 furono soppressi pressochè tutti gli ordini religiosi, tra cui quello dei Frati Minori Conventuali, fu soppresso e conferito nel demanio dello Stato anche il convento di Giulia, seguendo la sorte di molti altri monasteri. La Chiesa rimase presumibilmente in esercizio gestita dalla Confraternita di S. Antonio di Padova, e questo potrebbe essere il motivo per cui ad un certo punto essa fu dedicata a S. Antonio e non più a S. Francesco. Nel 1814 l’intera struttura, ormai in abbandono, divenne di proprietà comunale ed i locali del convento furono destinati a Gendarmeria, carceri e successivamente anche ad uffici comunali. Intorno al 1930 furono effettuati importanti lavori di riparazione e fu costruito un campanile a vela.

Nel dopoguerra la chiesa venne saccheggiata e svuotata praticamente di tutto, rimanendo in stato di semi abbandono per lungo tempo; nel 1982 l’attuale parroco di S. Flaviano don Domenico Panetta propose l’iniziativa del suo restauro, raccogliendo ovunque plauso e consensi. Con la grande disponibilità dei fedeli e con i fondi raccolti la chiesa è stata riaperta al culto il 25 novembre 1984 magnificamente restaurata, così come oggi la vediamo. Essa si presenta con una semplice facciata a capanna in laterizio quasi completamente priva di sporgenze, con un sobrio portale in pietra. In alto sono evidenti due grandi finestre murate che un tempo assicuravano molta luminosità all’interno. Sulla sinistra della chiesa svetta il campanile a vela dove trovano posto tre campane di cui una, più piccola, sovrasta le altre due.

L’interno è a navata unica che termina con una profonda abside, nella quale è collocata la zona presbiteriale sopraelevate di tre gradini; in essa è predominante la presenza di un altare ligneo finemente intagliato dedicato a Gesù Crocifisso, mentre dietro l’altare, a costeggiare la parete dell’abside, si trova il coro. Sulle pareti laterali sono presenti altri quattro altari, due per lato, tutti in stile barocco, dedicati al Sacro Cuore di Gesù, a S. Antonio di Padova, alla Madonna e a S. Giuseppe, nonchè 10 grandi bassorilievi raffiguranti scene ispirate ai Vangeli e due dipinti attribuibili a Giacomo Farelli (1629-1706). Ai lati dell’altare maggiore due grandi statue, raffiguranti forse San Bernardino da Siena e San Bonaventura. Dappertutto stucchi, decori, amorini e putti barocchi risalenti al 1700. Nella cantoria ricavata al di sopra del portale d’ingresso e sorretta da due colonne si trova un organo a canne costruito nel 1737 dal maestro organaro Onofrio Cacciapuoti di Vasto (Ch).

Alla Chiesa di S. Antonio è legato un episodio accaduto nel 1897 quando circolò voce che vi accadessero miracoli, collegati al fatto che fosse sgorgato sangue dalla statua del Cristo Morto. Intervenuto il Vescovo ed effettuate le opportune analisi da parte degli esperti, fu acclarato che si trattasse del sangue di un animale, per cui, svelata la mistificazione, ogni presunto miracolo fu sconfessato con grande disappunto dei fedeli.


Come si raggiunge

Si raggiunge in Autobus con Linea 4. O a Piedi con 10 minuti di cammino dalla stazione ferroviarria.